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Arlecchino Doman

Written by on June 21st, 2008 in Uncategorized.


Arlecchino Domani è un il festival/laboratorio di Commedia dell’Arte che si terrà presso la Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano dal 7 al 18 luglio.

Allievi e maestri di tutto il mondo si daranno convegno nel parco e negli spazi della scuola per lavorare, confrontarsi, discutere delle tante trasfomazioni e delle infinite potenzialità delle maschere… E per finire la “Notte Arlecchino”: i risultati di dieci giorni di lavoro in una grande festa finale!

La Commedia dell’Arte torna a casa, alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. E’ qui che molti decenni fa - sotto la guida di
Giorgio Strehler e Jacques Lecoq - lo studio della maschera visse un momento magico. Fu qui che Arlecchino fece una delle ultime
tappe del suo viaggio affascinante. Un viaggio senza fine i cui ha attraversato i secoli e l’Europa, in cui emigrando come tutti gli
italiani ha cambiato tante volte i connotati, strapazzando tutte le lingue che incontrava con la sua arguta ignoranza. Sapiente solo
nell’arte della sopravvivenza, ha conquistato le platee di tutto il mondo. Ci piaccia o no, la sua è diventata nei secoli l’immagine
stessa dell’italianità.
L’attore del mondo globale si muove come lui alla ricerca di un nuovo pubblico di stranieri: stranieri alla propria cultura nazionale
ma anche ai vecchi canoni della prosa. Siamo di nuovo tutti nella condizione di essere “les italiens”, alla ricerca di forme efficaci per
raccontare le storie che accomunano tutte le culture. Quelle storie necessarie, da cui emergono da tempi immemori i caratteri
archetipi della società: i servi ed i padroni, gli innamorati e gli intellettuali, i furbi e gli arroganti, i deboli e gli sciocchi. La maschera,
potente elemento primario del teatro, diventa così più potente in un momento in ci il mondo simultaneo in cui viviamo richiede
l’uso di forme espressive che non possono più confidare nel consueto uso delle lingue nazionali. Lei che rappresenta quanto di più
tradizionale ci sia nella valigia dell’attore può tornare ad essere un elemento di innovazione del linguaggio.
Ci guardiamo indietro e proviamo tenerezza se pensiamo ai buffoni rinascimentali che riuscivano con le loro smorfie ed insolenze a
galvanizzare piazze e corti. Pensiamo ai comici impegnati per le strade nel ???travestimento popolare” della commedia erudita in voga
nelle corti e da quello sberleffo immaginiamo nascere uno spettacolo popolare irresistibile.
E poi saltando i secoli, continuando sul filo di un ricordo più vicino a noi, proviamo amore e riconoscenza per l’Arlecchino di
Strehler che litiga tuttora con il suo budino davanti alle platee di mezzo mondo. Ricordiamo immediatamente l’altro grande nostro
Arlecchino, Dario Fo, insignito niente meno che del Nobel. E torna a mente ancora l’inteligenza divertita e critica dell’Arlecchino
della Mnouchkine che, emigrato algerino nel porto di Marsiglia, dormiva a testa in giù sull’unica mattonella libera nel dormitorio
pubblico affollato. E poi l’Arlecchino di Polivka che dandosi ordini da solo diceva tronfio “I am the boss of myself!”. E poi
l’Arlecchino nero delle Albe, l’Arlecchino di Leo…abbiamo visto e amato tante altre volte le nostre care maschere. Ci hanno sempre
parlato dell’essenza del Teatro.
Ma domani Arlecchino ci sar?? Chi sarà? Cosa sta oggi a quel budino e a quella mattonella? Quali nuove storie racconteranno i
canovacci del mondo digitale, cibernetico, globale? Quali nuovi tipi scenici richiede il nuovo pubblico, così smaliziato? Le strutture
della Commedia sono tramontate o sono ancora capaci di interpretare la contemporaneità?

Per rispondere a queste domande tanti maestri ed allievi tornano ad incontrarsi e a montare ancora una volta il palchetto di
Commedia. Negli spazi e nel paco della scuola si alterneranno seminari, incontri teorici, lezioni-spettacolo esemplificative delle
tante vie che Arlecchino ha percorso cambiando ogni volta la sua pelle ed i suoi sensi.

“Nato nelle valli bergamasche, professione servo, residente a Venezia”: questo direbbe il suo passaporto di comico dell’arte. Così
maestri ed allievi percorrono le sue cinque strade: la via di Milano (la via maestra del Piccolo Teatro), la via di Parigi (la via di Lecoq
e del Theatre u Soleil), la via di Napoli (con le innumerevoli metamorfosi di Arlecchino/Pulcinella), la via di Venezia (la più
cospicua, grazie all’attenzione della Fondazione di Venezia) che testimonierà la ricchezza storica di saperi sulla maschera propri
della scena lagunare. La quinta via sarà la più complessa: è la via del Mediterraneo e contiene tutte le altre rotte e gli altri suoi
“naufragi”nel tempo e nello spazio.
Questo laboratorio costituisce un’ulteriore tappa del viaggio di Arlecchinoattraverso il mondo e si concluderà in una grande festa in
cui maestri ed allievi si cimenteranno sul tema del futuro: ARLECCHINO nel mondo di DOMANI. Una serata che permetterà agl

Fonte NSC - NonSoloCinema

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